Il tentativo di Unicredit di acquisire una partecipazione di peso della Commerzbank, la seconda banca tedesca, è un tema di rilevanza continentale molto importante da due punti di vista: da un lato perché è un tentativo di creare una sorta di Campione europeo della finanza in grado di competere per dimensione, struttura e capitale con i colossi finanziari mondiali dall’altro perché è un primo esempio di integrazione e convergenza verso quel Mercato dei Capitali europeo tanto auspicato sia nel rapporto Letta che nel rapporto Draghi.
Ma poiché siamo in Europa nulla è mai semplice e ovvio come altrove, se dal lato “nazionale” non stupisce la reazione difensiva della Germania che ha visto schierati dalla stessa parte tanto il governo quanto l’opposizione, né l’indifferenza del governo italiano che per bocca della presidente Giorgia Meloni fa sapere che “non è una questione che riguarda il governo”, dal lato “europeo” invece segna una sorta di punto di svolta radicale rispetto al passato con l’inedita convergenza della BCE, della Commissione e dei mercati finanziari a favore della mossa di Unicredit.

